#Datacrazia. Divenire cyborg nella complessità – CheFare

di Daniele Gambetta

Dall’introduzione a Datacrazia

Se in questi tempi è evidente la necessità di elaborare analisi e riflessioni sull’influenza delle nuove tecnologie nella vita quotidiana e nella società, è anche facile accorgersi di come oggi, voler parlare di dati e algoritmi, significa voler parlare praticamente di tutto.

[…] Ci sono testi, scritti in anni passati più o meno lontani, che a ogni rilettura continuano a stupire per la capacità di sopravvivere nella loro attualità per decenni. Penso non solo ad antropologi e sociologi come Bateson o McLuhan, ma anche a Antonio Caronia, così come appunto al mondo cyberpunk che lui stesso analizzava, dai romanzi alle fanzine degli anni ’70, o ancora ai testi di alcuni movimenti sociali, che negli anni ’90 già indagavano i riflessi delle nuove tecnologie sull’identità, sulle trasformazioni delle forme di lavoro.

Rileggendo questi testi, e tanti altri che condividono gli stessi pregi, emerge la potenza del processo di astrazione, nel senso di passaggio del discorso a un livello di generalizzazione superiore, che rende possibile la descrizione di più casi singoli contemporaneamente, e consente l’analisi di processi emergenti che, se presi nei vari contesti specifici in cui si riscontrano, potrebbero sembrare poco determinanti, ma la cui influenza nel tempo risulta preponderante, in forme e modi che in una prima fase non è possibile prevedere con precisione.

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